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Facce da culo e camicia nera. Mosh or die...’ndò cazzo stai?

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Combattere il regime porno-mediatico di Berlusconi è importante. Ma non basta. Il partito nero è in casa, già da tempo. Si è insinuato fra le contraddizioni della democrazia ed è riemerso indisturbato nonostante la Costituzione lo bandisse. Le stesse mani che fanno il saluto romano stringono accordi coi potenti, fanno affari con uomini di chiesa e influiscono sulle politiche sociali. Nel gran parlare e scrivere di sicurezza e di paure non si fa quasi mai cenno alla presenza di gruppi neofascisti che ogni giorno, in tutta Italia, aggrediscono extracomunitari, rom, gay, giovani di sinistra e in generale chi la pensa diversamente. Scritte razziste e fasciste imbrattano i monumenti e i luoghi storici della Resistenza. Tutto questo avviene infatti con l’avallo della destra rappresentata in Parlamento. La politica del governo di cui fanno parte questi personaggi ha grosse responsabilità, una politica che segrega e non integra, una politica repressiva incapace di concedere diritti elementari, una politica che genera mostri dichiaratamente fascisti. Questo Stato democratico si serve degli squadristi come braccio violento quando c’è da intimidire l’opposizione di piazza, li difende schierando camerati in uniforme quando il popolo si ribella. Anche quando ad aprire una delle loro sedi “culturali” sono in trenta e a ribellarsi sono in mille, come a Napoli pochi giorni fa. Questi sono gli stessi fascistelli che sotto le effigi di CasaPound, il 17 ottobre proveranno per l’ennesima volta a stabilirsi anche a Genova. Facciamo appello a tutte le forze antifasciste a ribadire che in questa città questi rigurgiti della storia non hanno cittadinanza e a mobilitarsi per impedire squallidi raduni o adunate di sapore nostalgico.

Qui di seguito le impressioni su sabato di alcuni antifascisti genovesi.

Sciopero generale?Sciopero generalizzato!

Il 12 dicembre è indetto uno sciopero generale del sindacalismo di base (Conf.Cobas, CUB, SDL) per tutta la giornata su tutto il territorio nazionale, mentre la CGIL ha scelto dopo non pochi tentennamenti di fare solo 4 ore di astensione dal lavoro, dopo essere stata esclusa dalla stanza dei bottoni.

GELMINI: D-ISTRUZIONE PUBBLICA.

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In questi giorni il mondo della scuola è in agitazione permanente.
Dalle scuole elementari all'università si moltiplicano le iniziative contro la riforma GELMINI.
A Genova è nato il comitato S.O.S scuola che partendo dal corteo spontaneo il giorno dell'inaugurazione del Salone Nautico, è arrivato ad occupare alcune scuole elementari e ha proposto il blocco delle attività extradidattiche e il boicottaggio del Festival della Scienza.
Gli studenti delle scuole superiori, dopo il corteo di venerdì 10, continuano la mobilitazione.
Mercoledì 15, circa un migliaio di persone ha bloccato le lezioni a Lettere, giurisprudenza, e Scienze Politiche e ha invitato alla mobilitazione tutti gli studenti e i lavoratori precari e non, che ruotano intorno all'ateneo genovese.
Solo a Genova in università a 501 lavoratori precari nn verrà rinnovato il contratto di lavoro, mentre le tasse universitarie è stimato che lieviteranno fino ad 8000 euro di retta annuale.

Dacci oggi il nostro rogo quotidiano…

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Accade in Italia.
Che un popolo che ha già vissuto sulla propria pelle un tentativo di genocidio si ritrovi in campi, circondato dall’odio razziale, oggetto di continui attacchi incendiari, costretto al rilevamento forzato delle impronte digitali eseguito da zelanti crocerossine.
Pensare che l’immaginario contemporaneo occidentale aveva legato queste pratiche alla politica nazi-fascista. Ma ci sbagliavamo, se nessuno mai azzarda questo “aberrante” paragone che svilirebbe la natura democratica del nostro sistema politico, vuol dire che la nostra coscienza civile è così linda che non può essere sporcata da qualche pestaggio di immigrato, da qualche rogo qua e là ai danni dei “campi rom”, dai danni collaterali delle missioni militari a cui i nostri bravi ragazzi partecipano in sempre più zone del pianeta, tra cui l’Italia.

Genova 2001: In Italia la legge non è uguale per tutti

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Un altro 20 luglio, l'ennesimo anniversario della rabbia per quelle giornate di sangue del 2001. Quest'anno però la situazione è diversa: al vedere quasi la fine dei percorsi legali si sommano gli sterili contentini e le amare delusioni che la giustizia italiana consegna a chi tenta di esprimere il proprio dissenso.
Se a novembre dell'anno scorso si apprendeva con rabbia che dopo i pestaggi subiti, l'assassinio e il “terrore cileno”, non rimaneva che “pagare caro, pagare tutto”, dai danni patrimoniali a quelli d'immagine, il 14 luglio 2008 prendiamo atto della sadica solidarietà tra giurisprudenza e forze dell'ordine, tra giudici e criminali in divisa. In Italia allora, stando alle sentenze, esistono ufficialmente i vandali, che devastano e saccheggiano, ma non c'è traccia di torturatori o di sicari di Stato; troviamo solo varie sbiadite figure che abusano (abuso d'ufficio – tra l'altro reputato inesistente a Bolzaneto -, abuso di potere, ecc.) o che mentono. Il nostro è uno Stato che ha paura di sfigurare per i fatti compiuti da cittadini (molti dei quali stranieri), piuttosto che dai comportamenti incivili di un proprio organo come le forze dell'ordine.
Nonostante l'impianto accusatorio dei PM che denunciavano le violenze e le torture accadute all'interno della Caserma di Bolzaneto durante le giornate del G8 del 2001, la verità emersa dalle testimonianze delle vittime di Bolzaneto è stata solo parzialmente riconosciuta: le pene per 15 su 45 inquisiti sono state lievi. Lievi erano state le richieste, ancora più lievi sono state le condanne.
Ora, nemmeno troppo metaforicamente, ci ritroviamo come asini tra il bastone e la carota: il bastone della caserma di Bolzaneto infatti lo abbiamo appena ricevuto. E se il 21 luglio 2001 “avete fatto i bravi”, e invece che in caserma eravate a scuola, potrete aggrapparvi alla carota giudiziaria e sperare (nemmeno tanto) sulla sentenza definitiva riguardante la mattanza della Diaz. Giovedì 17 luglio i pm Zucca e Cardona Albini hanno reso note le richieste delle condanne per i superpoliziotti: 109 anni e 9 mesi in totale, con reati che vanno dall'abuso d'ufficio alle calunnie e percosse.
A settembre sapremo se ci sarà concesso mangiare la carota, o se ci procurerà anch'essa dei lividi.
 
Approfondimenti:

ROMPIAMO IL SILENZIO PER NON ASSUEFARCI ALLA BARBARIE

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La paura mangia l’anima, anzi la divora. Il timore di non vedere rinnovato il proprio contratto di lavoro oppure di perderlo, l’angoscia di non riuscire ad arrivare a fine mese col proprio stipendio, o con la pensione, l’ansia di non sapersi prefigurare un futuro degno di essere vissuto... E’ su queste insicurezze reali che chi detiene il potere specula, creando una virtuale emergenza sicurezza basata su concetti semplici, efficaci che fomentano la guerra fra poveri.

Una mobilitazione della madonna!!

Il 17 e il 18 maggio a Genova si avvicenderanno due eventi di grande portata per la città di mare, tra loro antitetici. Sabato 17 infatti, la giornata mondiale contro l'omofobia sarà celebrata in concomitanza con la visita pastorale di papa Ratzinger a Savona, il quale si recherà la sera stessa al santuario della Madonna della Guardia, e domenica 18 sarà al mattino in piazza Matteotti (per l'incontro con i giovani) e al pomeriggio officerà la messa solenne in piazza della Vittoria.

Processo al Sud Ribelle: il 24 aprile la sentenza

autore:
IMC Calabria
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Ultimo aggiornamento:
- 19:05 - LA SENTENZA: TUTTI GLI IMPUTATI SONO STATI ASSOLTI DA TUTTI I CAPI D'ACCUSA - Tutti i 13 imputati sono stati assolti dall'accusa di "associazione finalizzata a sovvertire l'ordine costituito dello stato" perché il fatto non sussiste. La sentenza è giunta dopo quasi due ore di camera di consiglio della Corte d'Assise ed è stata accolta dalle festose urla liberatorie degli imputati e dei partecipanti al presidio.

Le architetture dei mostri

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Poco tempo fa la neoeletta sindaco di Genova Marta Vincenzi ha annunciato il prossimo abbattimento di una parte della diga di Begato.
La cosa dovrebbe servire a risolvere una parte dei problemi abitativi e umani che da sempre, dal momento della sua costruzione, affliggono il quartiere.
Un'opera di 'bonifica' e di riqualificazione' per migliorare la qualità di vita dei suoi abitanti che s'inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione della città.

Costruito negli anni Settanta sulla spinta delle giunte di sinistra, Begato si inserisce in un piano di edilizia popolare che in quegli anni vedeva la costruzione di altri complessi a dir poco mostruosi come il Biscione di Quezzi e le "Lavatrici di Pegli".

Morire! Un lavoro come un altro.

cerca la differenza!

Stavolta è toccata a Fabrizio Cannonero, quasi 40 anni, lasciare una compagna ed un figlio di 4 anni. È volato da una nave, con una caduta alcuni dicono di dieci metri, altri di venti, ma poco importa, per morire potrebbero bastarne anche due, mentre svolgeva un'operazione definita dai suoi compagni di lavoro come molto rischiosa, ma che abitualmente sono costretti a compiere. Immediato lo sciopero, di 48 ore, che è terminato all'1 di domenica 2 Marzo. Intorno alle 7.30 di Venerdì(29/02/2008), è partito il blocco al varco di Ponte Etiopia che si è poi esteso agli altri varchi.

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