Ribellarci è giusto!
Una sera dei primi d’agosto 2009 Vittorio Addesso, ispettore-capo del Centro di Identificazione ed Esplusione per immigrati (Cie) di Milano, cerca di violentare Joy, una donna nigeriana, nella sua cella. Grazie all’aiuto di Hellen, sua compagna di reclusione, Joy riesce a difendersi.
Qualche settimana dopo nel Cie scoppia una rivolta contro le condizioni disumane di reclusione. In quell’occasione Joy, Hellen e altre donne nigeriane vengono ammanettate, portate in una stanza senza telecamere, fatte inginocchiare e picchiate violentemente.
In seguito alla rivolta, a Milano si è svolto un processo contro 14 donne e uomini migranti, tra cui Joy e le altre.
Durante una delle prime udienze, quando in aula entra Addesso per testimoniare, le/i migranti processati denunciano pubblicamente gli abusi quotidiani da parte di quell’ispettore-capo e Joy trova il coraggio di raccontare del tentato stupro.
In seguito al processo, alcuni/e migranti, tra cui Joy ed Hellen, vengono condannati a 6 mesi di carcere; altri a 9 mesi.
La data della scarcerazione per Joy e le altre si avvicina – il 12 febbraio prossimo – ma nel frattempo un evento tragico rende evidente il rischio che le ragazze corrono: venire di nuovo rinchiuse in un Cie.
A portare alla luce questo rischio è il suicidio di uno dei migranti condannati in quel processo, Mohammed El Abouby, nel carcere di San Vittore.
PROVIAMO AD ALZARE LA VOCE
☆ 3 e 4 FEBBRAIO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI
☆ 4 febbraio, ore 7.45: Presidio davanti al liceo Barabino
Nei giorni 3 e 4 febbraio è stato proclamato dal sindacato Cobas Scuola Genova uno sciopero provinciale.
Si tratta di uno sciopero mirato, atto a realizzare il blocco degli scrutini.
Come insegnanti precari e a tempo indeterminato riteniamo che siamo arrivati ad un punto di non ritorno; il massacro della scuola pubblica attuato dal nostro governo ha portato
- ad una diminuzione di 60.000 posti (42.264 docenti 15.264 ATA) già quest’anno
- la fine del completo pagamento dell’indennità di mutua
- l’avvio del processo di gerarchizzazione dei docenti.
Repressione è civiltà
"In questa delinquenza così temibile, e venuta da un cielo così straniero, quale illegalismo potrebbe riconoscersi?..."
Michel Foucault, Sorvegliare e punire, 1975
A Genova è in corso da qualche tempo una campagna finalizzata a presentare alcuni comportamenti come temibili, dannosi e sconvenienti ma, fortunatamente, distanti dai sentimenti che animano i cittadini onesti che pagano le tasse.
Tra questi comportamenti incivili, il posto d'onore è riservato alle scritte sui muri: il discorso pubblico ci presenta regolarmente lo scandalo degli imbrattatori che nottetempo si esprimono sulle facciate degli immobili, sui muraglioni di contenimento e, ahinoi, perfino sui bei palazzi appena ristrutturati del centro storico.
Gaza, un anno dopo: proiezione di “To shoot an elephant”
Il 18 gennaio 2010, a distanza di un anno dalla conclusione dell'operazione militare Piombo Fuso, vogliamo ricordare gli avvenimenti di Gaza partecipando all'iniziativa promossa dal collettivo di videoattivisti baschi Eguzki Bideoak per una proiezione globale del documentario “To shoot an elephant”.
A Genova la proiezione avrà luogo al Laboratorio Buridda, alle ore 21.00 | aperitivo organizzato da Indymedia Liguria dalle ore 19.00.
Le altre proiezioni di "To shoot an Elephant" nel mondo:
Global screening community
Ricordare e capire Gaza
Il 18 gennaio 2009 ha termine l'operazione militare Piombo fuso: questo è il nome scelto dai vertici dell'IDF (Israeli Defence Forces) per indicare l'ennesima aggressione, con la scusa del lancio da Gaza dei "micidiali" razzi Qassam, nei confronti dei palestinesi rinchiusi nella Striscia di Gaza. I 23 giorni di bombardamenti indiscriminati da parte della marina e dell'aviazione israeliana e le incursioni terrestri hanno causato 1400 morti da parte palestinese, tra cui molti bambini, e hanno provocato a Gaza una crisi sanitaria e umanitaria dagli effetti disastrosi: secondo la stima di uno studio congiunto di UNRWA e UNDP, oltre 6300 abitazioni civili sono state distrutte o seriamente danneggiate, per non parlare degli ospedali, delle università, delle scuole, delle fabbriche, delle fattorie e di tutti gli altri obiettivi deliberatamente colpiti.
In solidarietà a Rema e Luca
Genova, piazza Banchi. Nel marzo 2008 circa duecento persone danno vita ad una manifestazione spontanea contro il comizio del dirigente de “La Destra” F. Storace. Questa è solo una delle risposte che molti uomini e molte donne, ostili al dilagare del razzismo e del fascismo, hanno saputo dare alla propaganda di regime in questa città.
Oggi come ieri contro ogni fascismo
Attraverso anni di lotte, in una molteplicità di pratiche e di esperienze, dall'assemblea antifascista alle mobilitazioni contro il “pacchetto sicurezza”, dai presidi alle contestazioni, ciò che è stato ribadito è un concetto molto semplice: a Genova non c'è posto per razzisti e fascisti.
Annichilire il popolo basco
“Non siamo nati per resistere, siamo nati per vincere”
Arnaldo Otegi
Nonostante la pesante repressione che colpisce costantemente il Paese
Basco e il Movimento di Liberazione Nazionale Basco, quest’ultimo, assieme
a una grossa fetta della popolazione, è di nuovo alla ricerca di una
soluzione politica al conflitto.
Una soluzione che coniughi l'indipendenza nazionale e la giustizia
sociale, ponga fine alla militarizzazione dei Paesi Baschi, liberi i
prigioneri politici (più di 700!), permetta il ritorno degli esiliati...
Si sta elaborando una proposta che sappia agglutinare un ampio arco di
forze favorevoli ad aprire l’epoca del diritto a decidere.
Una proposta che, facendo tesoro delle esperienze vittoriose della sinistra
indipendentista del passato (la caduta della dittatura franchista, il no
massiccio alla Nato nei Paesi Baschi, la lotta contro la centrale nucleare
di Leimonitz) e di questo ultimo decennio, possa “sbloccare” la situazione,
al di là della volontà della controparte.
no COP 15
[it] Se cerchi o vuoi pubblicare informazioni, aggiornamenti, appuntamenti relativi al COP15 a Copenhagen/Danimarca, visita il sito che Indymedia Italia ha creato appositamente per questo evento: http://nocop.italy.indymedia.org
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Una testimonianza da Copenhagen:
"la polizia da queste parti ha i modi gentili"
Sei in corteo ed energumeni in pettorina fosforescente procedono al tuo
fianco chiedendoti scusa tutte le volte che accidentalmente ti scontrano.
Sempre gentilmente ti pregano di scendere da quell'automobile su cui sei
salito per avere una panoramica della situazione o di fargli vedere il
contenuto del tuo zaino. Molto gentilmente.
Una rivolta è una rivolta
Le notizie che in questi giorni giungono dalla Grecia attraverso i giornali e le televisioni non sono chiare, ma parlano di un anniversario dell'assassinio di Alexis Grigoropoulos fatto di scontri nelle strade, di Indymedia Atene sotto attacco, di fermi e arresti di massa, seguiti da processi per diretissima, teoremi giudiziari, ferme condanne della violenza da parte del mondo della politica e dei soliti pompieri. Insomma, per lo più si tratta del solito brodino riscaldato in ogni occasione dai media di regime.
Di lavoro si muore perché di precarietà si vive!
VENERDI’ 11 DICEMBRE PROCESSO ALLA SOLIDARIETA’
Chi scende in piazza per dire basta alle morti sul lavoro viene processato
nell’indifferenza dei più.
Durante le giornate che seguirono la morte di Enrico Formenti, avvenuta
mentre lavorava in porto il 13 aprile 2007, alcune centinaia di portuali e
persone solidali bloccarono i varchi con ogni mezzo.
Per quelle giornate di lotta sono finiti sotto processo 6 compagni.
*LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI*
Su antirazzismo militante e silenzio dei media
Ti svegli la mattina fiero di te, esci di casa. Al primo giornalaio
ti fermi, un rapido promemoria su quale testata locale ti vergogni meno
a comprare, poi lo fai - giusto per la soddisfazione di ritagliare
l’articolo in cui compari mostrando il medio ad un leghista. Insomma,
famoso a modo tuo. A volte ti devi accontentare di un trafiletto fra le
pagine centrali, sepolto fra una marea di imbarazzanti vanità. Altre
volte l’hai proprio fatta grossa, e allora ti meriti una mezza facciata

