18 OTTOBRE 2008 SAVONA --- PRESENTAZIONE DEL LIBRO 'LE SCARPE DEI SUICIDI' --- SECONDA EDIZIONE --- 10 ANNI DOPO

Nel corso di un’operazione antiterrorismo che si articolava anche su altre due case occupate, l’Asilo e l’Alcova, il 5 marzo di 10 anni fa i ROS e la DIGOS irrompevano nella Casa occupata di Collegno, la perquisivano, la sgomberavano e si portavano via Sole e Baleno per sempre. Il terzo occupante, Silvano, veniva arrestato per strada in Val Susa.
Li accusavano di essere i fantomatici Lupi Grigi, pericolosissimi terroristi della Valsusa accusati di ben 13 attentati contro il TAV che allora come adesso per fortuna non c’era ancora, fra cui una bottiglia molotov contro una chiesetta isolata e un colpo di fucile da caccia sparato contro un ripetitore, congiunti ad un sospettissimo attentato realizzato con esplosivo e timer sofisticati e profondissime conoscenze dell’obiettivo.
La montatura giudiziaria, volta a criminalizzare e smembrare il movimento squatter torinese ed a imprimere un potente invito di Stato alla docilità, rivolto alla popolazione della Valsusa ormai refrattaria agli scempi ambientali, era stata concepita dai vari servizi segreti unitamente ai ROS dei carabinieri e all’antiterrorismo della PS.
Il lavoro è stato poi messo in mano ad uno specialista senza scrupoli, famelico di carriera in cui era rimasto un po’ indietro, il procuratore Maurizio Laudi uomo di fiducia dei Servizi. Già noto per le efferatezze commesse negli anni di piombo pur di estorcere confessioni.
Al momento dell’arresto Laudi dichiarerà un falso sfacciato quanto clamoroso, immediatamente amplificato dall’apparato connivente di giornali e televisioni. Laudi affermò categoricamente di possedere “prove granitiche” contro gli anarchici della Casa occupata.
Ma quando il processo farsa montato dagli amici dei Servizi uscirà dal palazzo di giustizia di Torino e passerà alla cassazione di Roma, la montatura si sgretolerà miseramente persino davanti agli stessi colleghi del montatore.
Tutto l’aspetto politico del teorema accusatorio svanirà e Silvano sarà condannato solo per reati comuni, giusto per non dover ammettere di averlo recluso per 4 anni senza alcun motivo e per non sputtanare completamente il simpatico collega di torinese.
Per Sole e Baleno non ci sarà più niente da fare. Entrambi sono morti impiccati in stato di detenzione. A tirarli per i piedi il peso delle accuse da ergastolo che li avevano colpiti.
Laudi e il suo speaker Tatangelo li avevano seppelliti vivi.
Non ci interessa dunque sapere chi materialmente ha stretto il cappio al collo di Baleno e di Sole. Ma che si sappia chi ha commissionato, chi ha ordito la montatura, chi ha seppellito i nostri amici sotto una montagna di accuse, seppure false. Visto il grande, immenso sforzo che gli assassini di Stato hanno fatto per far dimenticare le loro responsabilità, coadiuvati egregiamente dai complici dei media. Di Sole e Baleno poco dopo la morte non se ne doveva parlare più.
Se non fossero stati arrestati Sole e Baleno sarebbero ancora qui con noi a lottare contro quello Stato che li ha uccisi.
tratto da piemonte.indymedia.org
