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Abbiamo ri-iniziato a bloccare la città… report manif 30 ottobre Genova

autore:
Indymedia Liguria

Abbiamo ri-iniziato a bloccare la città…

Una giornata memorabile…
Una parte del corteo si è concentrata a piazza Caricamento che attorno alle nove già incominciava a straripare di gente con l’afflusso continuo degli studenti e studentesse delle scuole medie-superiori, così come dalle varie facoltà in lotta.
Le varie scuole arrivano cantando, intonando slogan, mostrando cartelli, partono cori con mani alzate: c’è già quella tensione positiva che in alcune settimane è continuata a crescere e oggi sembra proprio incontenibile.
Alcune scuole sono occupate, altre chiuse per lo sciopero.
Dal camion con l’amplificazione che prende la testa, si ribadisce da subito il carattere anti-fascista della manifestazione, si dà solidarietà a chi è stato aggredito dal “blocco studentesco” a Roma, e monitorando la situazione si avverte che chiunque volesse fare sfoggio di retorica fascista deve stare lontano dalla manifestazione.
Le parole di Cossiga sono suonate come un campanello d’allarme per le possibili provocazioni, la giornata di Roma di ieri ci ha ricordato che la manovalanza neo-fascista continua a fare il suo sporco lavoro, ma anche che è nostro dovere impedirlo costi quel che costi.
E da tempo poi che l’estrema destra in città ha iniziato un lavoro politico nelle scuole, si è raccolta dandosi visibilità attorno alle iniziative promosse da Borghezio venuto tre volte a Genova nel giro di qualche mese a perorare la causa della Genova cristiana, mai mussulmana.

Si sta stretti, la gente scalpita per partire…
Il corteo parte, non senza difficoltà, le strade e le piazze oggi sono davvero troppo piccole per contenerci: universitari in testa, medi dopo.
Non ci sono leader, non c’è nessuna ala protettiva che ci segue e ci indica la via, ci organizziamo autonomamente ribadendo le nostre ragioni e la nostra identità: forza-lavoro in formazione, precari...
A De Ferrari alle dieci è previsto il concentramento di S.O.S. scuola con insegnanti, alunni, personale docente e non a cui ci uniremo.
Come era stato più volte ribadito, anche in conferenza stampa, non sarebbero state gradite bandiere di partiti e sindacati e così è stato.
Partono gli slogan ritmati sulla base di un noto coro da stadio: noi la crisi non la paghiamo e una eccellente modifica ad uno slogan del ’68 parigino: se non cambierà, bloccheremo la città…
Questa la testa, il resto è un fiume di creatività che si riversa sulle strade, alla faccia di quel mare di docu-fiction che parla del vuoto di valori, del “bullismo” dell’apatia giovanile.
Figli e genitori nello stesso corteo, fine del vetusto mito del conflitto generazionale: la crisi, si sa, ci mette tutti assieme.
A Defe lasciamo passare davanti la manif di S.O.S scuola, mentre la coda non è ancora entrata in S.Lorenzo.
Si va verso Corvetto, poi non si sa.
Per la terza volta nel giro di un paio di settimane si sa come si comincia non si sa dove si va a finire, sotto le due gallerie l’entusiasmo è alle stelle, ci si dirige verso Principe.
Tante le canzoni che richiamano alla Resistenza, perché c’è un filo rosso che non può essere reciso in una città dove un generale nazista ha consegnato la resa firmata da un operaio comunista e dove tutta la città il 30 giugno del ’60 ha impedito il comizio del MSI..
Il giorno dello sciopero generale il 17 ottobre avevamo fatto un’assemblea in piazza ora chissà…
Alla fine di via Balbi c’è un po’ di incertezza, ci si è divisi con il corteo di S.O.S. scuola che ha occupato via Gramsci che sarebbe rivenuto a Principe, due solitarie camionette della polizia sono di fronte alla stazione fatte accorrere in gran fretta, i poliziotti scendono e si schierano: qualcuno pensa alle recenti cariche ai manifestanti a Milano che avevamo cercato di occupare la stazione di Cadorna.
Ma procediamo avanti determinati e incordonati, e nel giro di qualche minuto siamo già dentro e poi sui binari.
Sarà per il forte vento e la mareggiata che da ieri notte ha fatto sentire la sua forza, ma ci sentiamo parti di quell’impeto e ci viene tutto naturale essere una marea.
La polizia si fa da parte, solo qualche funzionario della Digos è visibilmente nervoso, mentre qualche poliziotto ferroviario impugna i manganelli bene in vista (forse non ha capito la situazione!).
Ma è un fiume di gente che invade tutti i binari, la gente continua ad arrivare per una buona mezz’ora, poi ci si concentra fuori dalla stazione e si riparte verso Caricamento: veloce e indolore per noi entrare in stazione, un po’ meno per chi avrebbe voluto non vederci così in tanti e così determinati.
Qualche compagno più anziano ci ricorda che cose del genere non si vedevano dagli anni ’70.
Non c’è più l’amplificazione e c’è un po’ di scollamento, ma resta la voglia d’andare avanti, la Digos è sempre più nervosa e tra velate minacce e tentativi d’interlocuzione deve rassegnarsi alla situazione.
Su via Gramsci si sta prima su di un lato poi si invade l’altra corsia, si invitano gli autisti a suonare, mentre dalla sopra-elevata i camion suonano…
È un’onda anomala che defluisce poi a De Ferrari, con una assemblea in piazza di S.O.S. scuola.
Non è che l’inizio.

Bella manifestazione, ma...

Descrizione evocativa ma che non dice tutto. Ogni tanto è anche bene essere critici, al fine di essere costruttivi.
Perchè non parlare di quanto accaduto a Caricamento verso le 13,30? Perchè non riflettere se è corretto trascinare dei quattordicenni che non sanno neanchè in che mondo vivono sui binari? Finchè occupano persone maggiorenni o comunque coscienti di quello che fanno sono d'accordo, ma molti ragazzini non lo erano.
Poi perchè non dire che molti studenti medi pensavano di stare in gradinata a Marassi o al luna park?
Perchè non dire che davanti a Principe molti studenti medi si sono fermati in piazza disorientati non capendo bene che succedeva?
Perchè non riflettere se è corretto bloccare una stazione per quasi un'ora e mezza? Un conto è un'occupazione simbolica e un conto lasciare a piedi centinaia di pendolari (lavoratori) per così tanto tempo.
Anche per me è stata una manifestazione bellissima e molto partecipata, penso però che alcuni piccoli (ripeto piccoli) aspetti da discutere ci siano, al fine di migliorare le prossime manifestazioni.
E comunque a livello personale, da universitario, posso dire che ho preferito l'assemblea di Matteotti di martedì al corteo di giovedì, in termini di qualità non c'era assolutamente confronto.

che bello bloccare tutto il sistema (nervoso)

...ricordo i 2 milioni di firenze
...che momenti
...che gregge...
e che slogan...
e quanta impotenza..
la rivoluzione non russa ma neanche pascola
però siamo umani e bisognosi
la noia insegna
che ogni tanto per strada ci si trova magari per cercare qualche conferma non solo amorosa
ma
questa non è rivoluzione
anzi

ottimo resoconto

Bravi!

p.s. Alcune foto della manifestazione sono sul Secolo XIX:
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/10/30/1101850769839-scuol...

splendida descrizione

Mi ha fatto venire in mente Critical Mass !!

Splendida la massa creativa !

un abbraccio a tutti

saigon

splendida descrizione

Mi ha fatto venire in mente Critical Mass !!

Splendida la massa creativa !

un abbraccio a tutti

saigon