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G8, Diaz: assolti vertici polizia

autore:
Pancotti Maurizio

G8, Diaz: assolti vertici polizia
Sconterà pena solo comandante Canterini

Il collegio del tribunale di Genova presieduto da Gabrio Barone ha deciso di condannare esclusivamente i responsabili delle violenze all'interno della scuola Diaz, perquisita la notte del 21 luglio 2001. A scontare la pena, salvo ricorso in appello, sarà solo il comandante del settimo nucleo, Vincenzo Canterini, condannato a 4 anni di cui 3 condonati, mentre sono stati assolti i dirigenti della polizia Francesco Gratteri e Giovanni Luperi.

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo433053.shtml

Diaz, parti civili e pm: "Sentenza incoerente"

GENOVA
Diaz, parti civili e pm: "Sentenza incoerente"
14/11/2008 16:41
Parti civili e inquirenti, a poche ore dalla pronuncia del Tribunale di Genova sui fatti della scuola Diaz durante il G8 del 2001, definiscono la sentenza per molti aspetti incoerente. "Secondo i giudici - affermano alcuni avvocati di parte civile - quel manipolo di uomini si è inventato tutto, a partire dalle molotov, senza che i vertici se ne accorgessero. Sembra incredibile, non funziona così".

http://www.primocanale.it/news.php?id=39471

Adesso sanno di godere della totale impunità

Diaz, il giorno della verità
14 novembre 2008| Graziano Cetara
Matteo Indice

È forse il sospiro più lungo e pesante di tutta la vita, quello con il quale il giudice Gabrio Barone, alle 21 di ieri sera, comincia a leggere la sua sentenza «in nome del popolo italiano». Inizia dalle condanne, saranno 13, per un totale di 35 anni e 7 mesi di reclusione per i pestaggi e le molotov dello scandalo. Ma sono le assoluzioni degli altri 16 imputati che snocciolerà venti minuti più tardi, a dare il senso di tutto, di 200 udienze, 7 anni di attesa da quella notte in cui la «democrazia fu sospesa», per usare le parole di chi su quei fatti ha indagato, i pubblici ministeri Francesco Albini Cardona ed Enrico Zucca; e agenti picchiarono «persone inermi», le arrestarono in massa e sul loro conto accamparono «prove inventate».

La polizia, incarnata dai suoi vertici, è stata assolta per l’irruzione sanguinaria alla Diaz, il centro del Genoa Social Forum, l’ultima notte del G8 genovese del luglio 2001. È questo che fa gridare le giovani vittime di quel blitz «Vergogna! Vergogna!» quando l’ultima parola della giustizia è stata appena pronunciata nel silenzio assordante dell’aula.

Assolti i «generali», scesi sul campo insieme alla «truppa». Francesco Gratteri, ex capo dello Sco, ora direttore del dipartimento Anticrimine. Giovanni Luperi, ex vicedirettore dell’Ucigos, ora vertice dell’organismo che ha sostituito il Sisde, il servizio segreto civile. Assolto Gilberto Caldarozzi, ex vice direttore e ora capo del Servizio centrale operativo, l’uomo che sovrintese all’arresto del boss mafioso Bernardo Provenzano. Non venne da loro l’ordine che mosse i manganelli impugnati al contrario, per spaccare teste e braccia, squarciare visi e insanguinare la palestra dell’istituto. Non commisero né calunnia, né falso ideologico, né arresti illegali. Per quei fatti la condanna più pesante, a 4 anni di reclusione, è per Vincenzo Canterini, il funzionario che dirigeva il reparto mobile di Roma, quello dei celerini con il foulard sul viso e i corpetti corazzati, che entrarono e fecero la «macelleria messicana»: lo disse Michelangelo Fournier, condannato a 2 anni. È, quest’ultimo, il graduato che provò a fermare la mattanza gridando «Basta! Basta!», l’unico poliziotto che ha pagato in prima persona per quei fatti, giocandosi la carriera. Assolti tutti gli agenti e i funzionari che firmarono i verbali di arresto e di sequestro delle presunte prove. In particolare Nando Dominici (l’ex capo della squadra mobile di Genova), Spartaco Mortola (il dirigente della Digos del capoluogo ligure, oggi vicario a Torino) e Carlo Di Sarro (ex numero tre della Digos ora al commissariato di Rapallo). Erano accusati di falso ideologico, calunnia e arresto illegale. Assolto Salvatore Gava, protagonista insieme al collega Luigi Fazio dell’irruzione “sbagliata” nella scuola di fronte, il centro stampa del Genoa Social Forum. Per questo episodio, e in particolare per una singola manganellata, il solo Fazio è stato condannato a un mese.

Le uniche condanne riguardano ciò che nessuna interpretazione delle immagini e dei filmati e delle testimonianze è mai riuscita a mettere in dubbio in questi anni: i pestaggi all’interno della Diaz, che hanno terrorizzato ragazzi sorpresi nel sonno, presi a manganellate, insultati, disprezzati. Per le lesioni sono stati condannati il capo dei celerini, Canterini, a quattro anni. La pena più alta. Tre anni la pena per i suoi uomini, almeno quelli che la procura è riuscita a identificare nonostante «l’ostruzionismo della polizia»: Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri e Vincenzo Compagnone. Il giallo della coltellata da cui tutto partì, quella all’agente Massimo Nucera, si è concluso con l’assoluzione. Quello delle false molotov è costato a Pietro Troiani e Michele Burgio condanne rispettivamente a 3 anni e 2 anni e sei mesi.

Nessuno dei condannati andrà in carcere, nessuno sarà interdetto, nei fatti, dai pubblici uffici. In appello, per tutti e per la quasi totalità delle accuse, calerà la scure della prescrizione. Rimarrà l’obbligo del risarcimento dei danni: 800 mila euro in tutto da dividere fra una novantina di persone, escluso il Genoa Social Forum. Il giornalista inglese Mark Covell, quasi ucciso all’ingresso della Diaz, prenderà quattromila euro solo per essere stato «calunniato» dagli agenti. L’inchiesta per il suo tentato omicidio non è arrivata all’identificazione degli aggressori che lo lasciarono a terra agonizzante, sulla soglia della scuola: «Lo Stato italiano ha coperto i veri massacratori», ha detto al termine del processo, frenando le ultime lacrime. «Questa è la fine della Costituzione» la frase di Arnaldo Cestaro, massacrato a sessant’anni (fratture alle gambe) e risarcito con 12 mila euro. Lena Zuhlke, la ragazza con i capelli rasta ritratta allora agonizzante sulla barella fuori dai cancelli (è nelle foto in alto insieme a un altro noglobal mentre aspetta la sentenza), si associa alle parole degli amici che provano a leggere un comunicato scritto a penna: «Adesso sanno di godere della totale impuntità».

Escono i pubblici ministeri, intanto, affiancati a nome del procuratore capo (assente) dall’aggiunto Vincenzo Calia, e scelgono la strada d’un silenzio carico di sguardi inespressivi e occhi lucidi, per l’emozione e lo scoramento, interrotti solo dagli abbracci di molti colleghi. Enrico Zucca sta per sussurrare qualcosa, quando un altro pm, con un cenno, gli fa capire che per stasera è meglio di no. Emozioni opposte sono quelle degli avvocati difensori: «È sconfitto il teorema della procura», commenta a caldo Alfredo Biondi, legale di Troiani e Fabbrocini. E insiste: «È comunque una sconfitta dell’accusa». Marco Corini, che ha assistito Francesco Gratteri (oggi di fatto numero tre della polizia) sorride: «Il processo ha dimostrato il fallimento del teorema che voleva una sorta di complotto», mentre Piergiovanni Iunca - legale di Spartaco Mortola - fa sì con la testa: «È la fine di una gogna mediatica». Silvio Romanelli, l’avvocato dei “picchiatori”, parla invece di «sentenza sorprendente».

Alle undici di sera il palazzo di giustizia è sbarrato, solo i camion delle tv e qualche “reduce” riempiono la strada davanti. Sette anni dopo sono svaniti il sangue, le grida, il rumore degli elicotteri e della folla. Adesso piove, e c’è semplicemente buio.

CONDANNE E ASSOLUZIONI
Francesco Gratteri e Giovanni Luperi, i superfunzionari al vertice della catena di comando
Il Pm aveva chiesto 4 anni e 6 mesi - ASSOLTI

Gilberto Caldarozzi, oggi capo del Servizio centrale operativo e protagonista della cattura di Provenzano, accusato di falsificazioni dei verbali
La richiesta era di 4 anni e sei mesi - ASSOLTO

Filippo Ferri , Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola e Carlo Di Sarro (erano accusati a vario titolo di aver falsificato i verbali)
Per tutti erano stati chiesti 4 anni e 6 mesi - ASSOLTI

Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi e Davide Di Novi (anche loro accusati di falsi verbali)
La richiesta era di 4 anni - ASSOLTI

Vincenzo Canterini (era il comandante del Reparto mobile di Roma che fece irruzione per primo nell’istituto)
I Ppm avevano chiesto 4 anni e 6 mesi - CONDANNA A 4 ANNI

Michelangelo Fournier (all’epoca vice di Canterini) è stato CONDANNATO A 2 ANNI

Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri, Vincenzo Compagnone (erano i sottoposti di Canterini, a loro volta con il grado di capisquadra nel gruppo che entrò nella scuola)
La richiesta era di 3 anni e 6 mesi - CONDANNA DI 3 ANNI

Massimo Nucera, l’agente che dichiarò falsamente di aver ricevuto una coltellata, Maurizio Panzieri, coinvolto nella stessa vicenda
Per entrambi la richiesta era di 4 anni - ASSOLTI

Pietro Troiani (per aver introdotto le molotov nella scuola)
richiesta di 5 anni - CONDANNA DI 3 ANNI

Michele Burgio (anche lui accusato di aver trasportato le bottiglie incendiarie)
Richiesta di 4 anni - CONDANNA DI 2,6 ANNI

Salvatore Gava (per l’irruzione nell’edificio di fronte alla “Diaz”, dove aveva sede la redazione di Indymedia)
Richiesta di 4 anni - ASSOLTO

Luigi Fazio, stesso addebito
Per lui erano stati chiesti 3 mesi - CONDANNA DI 1 MESE

ASSOLTO come previsto Alfredo Fabbrocini (gli stessi Pm lo avevano richiesto in quanto si è stabilita la sua estraneità ai fatti), anche lui inizialmente accusato del blitz “sbagliato” nella sede di Indymedia

TOTALE DELLE PENE: 35 anni e 7 mesi a fronte dei quasi 109 chiesti dall’accusa

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/11/12/1101879105904-doman...

Sentenza Diaz, il sindaco: "Commissione d'inchiesta"

Genova stupita dopo la sentenza sulla Diaz
Il sindaco: "Commissione d'inchiesta"

Una città smarrita dopo il verdetto che ha riconosciuto l'aggressione ma ha condannato solo i poliziotti che l'hanno eseguita e ha assolto i responsabili delle forze dell'ordine. Gasparri: "Si voleva un processo stalinista contro la polizia?"

Sentenza Diaz, Genova è stupita
Il sindaco: "Commissione d'inchiesta"
Una città ancora sotto choc dopo le assoluzioni dei responsabili della polizia
e le condanne dei soli responsabili diretti per l'attacco alla scuola durante il G8
La stessa richiesta da Marta Vincenzi e dal suo predecessore, Pericu
L'Anm chiede "rispetto per il lavoro dei magistrati"
di WANDA VALLI

GENOVA - Genova è ancora stupita, amareggiata, è di nuovo una città sotto choc dopo la sentenza della prima sezione del Tribunale sui pestaggi alla scuola Diaz, durante il G8 del 2001. Sentenza che ha assolto i vertici della polizia e condannato agenti e due soli dirigenti, Michelangelo Fournier che aveva definito quella notte di botte e violenza, tra il 21 e il 22 luglio del 0001, una "macelleria messicana" e l'ex capo del reparto Mobile di Roma, Canterini.

Chiedono subito una commissione d'inchiesta parlamentare il sindaco di allora, Giuseppe Pericu e quello di oggi Marta Vincenzi. E il presidente della Regione, Claudio Burlando parla di "strano ragionamento, pensare che agenti e funzionari abbiano agito da soli, con un blitz contro vittime inermi, senza che i vertici sapessero nulla".

E' tornato nel suo ufficio in Procura, Enrico Zuucca uno dei due pm, l'altro è Francesco Cardona Albini, che hanno rappresentato l'accusa. Era in aula, l'altra sera, ha sentito le urla di "vergogna" partite dal pubblico, dai parenti di quei 93 manifestanti. Ora commenta: "Le vittime hanno tutto il diritto di chiedere giustizia, la pubblica accusa ha esercitato il suo diritto di azione penale, nessuno ha diritto ad avere un risultato piuttosto che un altro". Così si torna al verdetto che ha di nuovo infiammato gli animi. L'Anm avverte: "serve rispetto per il lavoro dei magistrati, rispetto e non insulti inaccettabili", e se l'altra sera qualcuno urlava, "vergogna, ci avete ingannato per sette anni, ve la faremo pagare, ieri i commenti si sono intrecciati.

E' una "sentenza equilibrata" per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl; "Adesso sappiamo che in Italia organizzare brutali pestaggi e seminare false prove è considerato un fatto lecito non punibile", ribatte Franco Giordano, ex segretario nazionale di Rifondazione. Maurizio Gasparri, presidente Pdl al Senato: "Si leggono commenti scomposti, qualcuno forse voleva un processo stalinista ai vertici della polizia? Siamo in un pease libero, ci sono state condanne, ma è caduto un complotto e la polizia esce a testa alta da questa vicenda giudiziaria".

Giuliano Giuliani, padre di Carlo ucciso il giorno prima del blitz alla Diaz, il 20 luglio, parlando a Roma a studenti che manifestavano contro il decreto Gelmini, li ha esortati così: "andate avanti, fate crescere l'onda, ma tenete gli occhi aperti, la notte è ancora lunga da passare".

(14 novembre 2008)

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/g8-genova-4/giorno-dopo...

Identico a tutte le altre

Identico a tutte le altre volte 1 anno scontato su 35 dati su 109 richiesti nessun vertice condannato Vergogna!!!

Giovanni Carboni

Come godo brutti bastardi.. sarei ancora più gioioso se le avessero tutti assolti.. ma questa è la vera giustizia. non quella astratta e idealista che avete in testa voi coglioncelli

Hiddate

Hiddate sta merda

fuori gli sbirri da indymedia

almeno sparisci sbirro di merda

sì, ma godi con parsimonia

perchè rischi l'infarto, testa di cazzo.

http://www.repubblica.it/2008

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/g8-genova-4/giudizio-di...

Nessuna condanna per i dirigenti che firmarono il verbale di perquisizione
Gratteri, Luperi e Calderozzi. Riconosciuti colpevoli i componenti del Settimo nucleo mobile
Sentenza Diaz, assolti vertici di polizia
13 condanne. L'aula grida: "Vergogna"
L'avvocato Biondi difensore di due imputati: "Sconfitto il teorema della procura"

Sentenza Diaz, assolti vertici di polizia 13 condanne. L'aula grida: "Vergogna"

Un momento del processo
GENOVA - Sono stati assolti i vertici della polizia per i fatti avvenuti il 21 luglio 2001 all'interno della scuola Diaz durante il G8 di Genova. Nessuna condanna, dunque, per Giovanni Luperi, attuale capo del Dipartimento di analisi dell'Aisi (ex Sisde), nel 2001 vice direttore dell'Ucigos e Francesco Gratteri, attuale capo dell'Anticrimine, all'epoca dei fatti direttore dello Sco e Gilberto Calderozzi, oggi a capo dello Sco.

La difesa. "E' sconfitto il teorema della procura", ha commentato a caldo l'avvocato Alfredo Biondi, difensore del vicequestore Pietro Troiani e del funzionario di polizia Alfredo Fabbrocini. Il pm non ha voluto rispondere alla domanda se farà appello alla sentenza.

Gli assolti. In totale erano 28 i poliziotti sul banco degli imputati, ma il collegio presieduto da Gabrio Barone ha deciso di emettere 13 condanne, esclusivamente nei confronti dei responsabili delle violenze all'interno della scuola. Sono state inflitte condanne per 35 anni e sette mesi, rispetto agli oltre 108 anni chiesti dall'accusa.

Assolti, dunque, i funzionari di polizia che firmarono il verbale di perquisizione e cioè Gratteri, Luperi e Calderozzi. E insieme a loro Filippo Ferri, Massimiliano Di Bernardini, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola e Carlo Di Sarro. Per ognuno di loro la pubblica accusa aveva chiesto 4 anni e 6 mesi ritenendoli colpevoli di calunnia, falso ideologico e arresto illegale.

Il tribunale ha assolto inoltre per non aver commesso il reato o perché il fatto non sussiste Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi e Davide Di Novi. Per loro la pubblica accusa aveva chiesto 4 anni ritenendoli colpevoli di calunnia, falso ideologico e arresto illegale. Assolti anche da ogni responsabilità Massimo Nocera, Maurizio Panzieri e Salvatore Gava. Massimo Nocera era accusato di aver Simulato un finto accoltellamento e il pm aveva chiesto per lui 4 anni di carcere.

I condannati. La totalità delle condanne riguarda i componenti del Settimo nucleo mobile di Roma, del suo capo dell'epoca Vincenzo Canterini condannato a 4 anni e accusato di calunnia, falso ideologico e lesioni, e dai suoi sottoposti Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti e Pietro Stranieri, condannati a 3 anni e accusati di lesioni aggravate in concorso. Il vice di Canterini, Angelo Forniè è invece stato condannato a due anni di reclusione.

Per la vicenda delle molotov introdotte all'interno della scuola, invece, Pietro Troiani è stato condannato a 3 anni e Michele Burgio a 2 anni e 6 mesi, ambedue erano imputati di calunnia, falso ideologico e violazione della legge sulle armi. Infine Luigi Fazio è stato condannato a un mese di reclusione.

Pene accessorie. Il tribunale ha anche comminato la pena accessoria di sospensione nei pubblici uffici a tutti gli imputati condannati per l'ammontare della stessa pena e ad un anno per Fazio. Al ministero dell'interno è stata poi comminata una provvisionale a favore delle oltre 70 parti civili per le lesioni riportate dai ricorrenti da un minimo di 5mila a un massimo di 50mila euro.

"Vergogna". Alla lettura della sentenza, dopo 11 ore di camera di consiglio, si è levato il grido 'vergogna, vergogna!' dai settori del pubblico che affollava l'aula. Presenti anche gli altri magistrati della procura di Genova: tra loro i pm del processo per i fatti di Bolzaneto, Petruzziello e Ranieri Miniati, oltre ad altri quattro che si sono occupati della Diaz. In aula c'era solo un imputato: il capo della squadra mobile di Parma, Alberto Fabbrocini per il quale i pm hanno chiesto l'assoluzione.

Tra il pubblico era presente anche Mark Covell, giornalista inglese di 40 anni presente nella scuola durante l'irruzione e il sindaco di Genova Marta Vincenzi: "Spero che con questa sera si chiuda una ferita che è rimasta aperta per sette anni", aveva detto prima della lettura della sentenza.

Gli altri processi. Ora restano da discutere alcuni processi-satellite. Il primo è quello a carico di Vincenzo Canterini, durante il G8 comandante del VII nucleo sperimentale antisommossa del I reparto mobile di Roma, imputato di lesioni personali aggravate e di violenza privata per aver spruzzato gas urticante contro alcune persone radunate in corso Buenos Aires.

Il secondo riguarda la carica avvenuta in piazza Manin: in questo processo sono imputati 4 poliziotti del reparto mobile di Bologna. Un terzo processo riguarda l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro, accusato di aver istigato l'ex questore di Genova a rendere false testimonianze nel corso della deposizione al processo sull'irruzione della Polizia della scuola Diaz. Con lui sono indagati l'ex capo della Digos di Genova Spartaco Mortola e l'ex questore Francesco Colucci. In questo caso l' udienza preliminare è fissata per il 25 novembre.

I processi già celebrati. Il primo processo ad essere celebrato per i fatti di Genova è stato quello per le violenze di strada che si è concluso il 14 dicembre 2007 con la condanna a pene tra i 5 mesi e gli 11 anni per 24 no global. Il secondo è stato invece quello per le violenze e i soprusi avvenuti nella caserma di Bolzaneto. In questo caso, il 14 luglio 2008 il tribunale ha condannato 15 persone (tra poliziotti e civili) a pene variabili tra 5 mesi e 5 anni.

(13 novembre 2008)

la vita è un tempo limitato in cui mostrare se stesi

nessun essere umano è peggiore di un poliziotto. i fascisti al loro confronto sono persone per bene.